La nuova edizione: CEI EN IEC 62305 (Ed. 2025)
La terza edizione della serie CEI EN IEC 62305 introduce tre cambiamenti sostanziali rispetto all'edizione 2013.
Per la determinazione della densità di fulmini al suolo (Ng), si consolida l'uso della norma CEI EN IEC 62858, che sostituisce le tabelle statiche regionali con dati provenienti dalle reti di monitoraggio del Sistema Italiano Rilevamento Fulmini (SIRF). Vengono inoltre aggiornati i parametri relativi alle perdite economiche e umane utilizzati nel calcolo del rischio, con effetti che possono modificare in modo significativo il risultato della valutazione rispetto alle edizioni precedenti. Infine, la norma pone un accento più marcato sulla protezione degli apparati elettronici sensibili tramite dispositivi SPD, in particolare negli edifici intelligenti e nelle infrastrutture critiche, dove la densità di sistemi connessi è ormai la norma piuttosto che l'eccezione.
Obblighi e termini: il D.Lgs. 81/08 e la scadenza di marzo 2027
La valutazione del rischio fulmini resta un obbligo del datore di lavoro ai sensi degli articoli 17, 29 e 84 del D.Lgs. 81/08. Con l'entrata in vigore della nuova norma nel 2025, le valutazioni del rischio effettuate sulla base della precedente edizione del 2013 non saranno più valide dopo marzo 2027: le aziende dispongono quindi di circa un anno di tempo, fino al primo trimestre 2027, per aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi. Un termine che, per chi progetta o gestisce impianti di protezione, definisce una finestra operativa precisa entro cui pianificare le verifiche e gli eventuali interventi di adeguamento, evitando di ritrovarsi a ridosso della scadenza con calcoli da rifare su più strutture contemporaneamente.
L'aggiornamento non si esaurisce in un adempimento documentale: poiché i parametri di perdita e i criteri di calcolo di Ng (il parametro Ng rappresenta la densità dei fulmini al suolo) sono cambiati rispetto all'edizione 2013, una valutazione ri-eseguita con la nuova norma può restituire un livello di rischio diverso da quello registrato in precedenza, anche a parità di struttura e di impianti esistenti. È quindi possibile che edifici in precedenza classificati come autoprotetti richiedano ora un sistema di protezione, o viceversa, una circostanza che rende la semplice trascrizione formale della vecchia valutazione insufficiente rispetto all'obbligo normativo.
La struttura della norma in quattro parti
La serie CEI EN IEC 62305 mantiene l'articolazione in quattro parti già nota alle edizioni precedenti, ciascuna con una funzione specifica nel percorso di valutazione e progettazione.
La parte 62305-1 definisce i principi generali, i parametri del fulmine e le tipologie di danno.
La parte 62305-2, che costituisce il cuore normativo dell'intera serie, fornisce la procedura di calcolo per determinare se una struttura risulti autoprotetta o richieda un sistema di protezione dedicato.
La parte 62305-3 disciplina la progettazione del sistema di protezione esterno (parafulmini e gabbie di Faraday) per il contenimento del danno materiale, mentre la parte 62305-4 regola la protezione dei sistemi elettrici ed elettronici interni contro le sovratensioni, attraverso l'installazione di dispositivi SPD.
Quando aggiornare la valutazione anche prima della scadenza
Il termine di marzo 2027 non esaurisce gli obblighi di aggiornamento: la valutazione del rischio va rivista immediatamente al verificarsi di determinate condizioni.
- Variazioni strutturali, come l'ampliamento dell'edificio o la modifica della copertura.
- Variazioni impiantistiche, con l'aggiunta di nuove linee elettriche o di comunicazione entranti.
- Variazione della destinazione d'uso, ad esempio quando un magazzino diventa un'area classificata a rischio esplosione (ATEX).
- Aggiornamento dei dati SIRF: è buona norma verificare ogni cinque anni se il valore di Ng (fulmini per chilometro quadrato all'anno) relativo alla zona interessata risulti significativamente aumentato.
La nuova Guida CEI 81-29: lo strumento operativo in arrivo
La Guida CEI 81-29 rappresenta lo strumento tecnico che traduce in procedura applicativa i calcoli previsti dalla norma CEI EN 62305-2, semplificando l'interpretazione dei punti più complessi della norma madre.
Con la pubblicazione della terza edizione delle norme base, la guida è in fase di revisione per allinearsi ai nuovi standard: la fase di inchiesta pubblica si è conclusa nel giugno 2026 e la nuova edizione è attesa entro la fine dello stesso anno.
La revisione si concentra su due ambiti principali: da un lato, chiarimenti sui parametri di perdita, con tabelle e casi studio aggiornati per il calcolo delle perdite di vita umana, di servizi pubblici e di patrimonio culturale;
dall'altro, metodologie per la valutazione del rischio economico, ovvero i criteri per stabilire se l'investimento in un sistema di protezione risulti effettivamente vantaggioso, un aspetto spesso trascurato nelle valutazioni condotte con l'edizione precedente, ma centrale in quella nuova.
Uno dei pilastri della nuova Guida 81-29 riguarda il recepimento definitivo delle modalità di calcolo della densità di fulminazione al suolo.
Il documento conferma l'obbligo di utilizzare dati mediati su un periodo di osservazione di almeno dieci anni e specifica che i dati SIRF impiegati non devono risultare più vecchi di cinque anni. Viene inoltre dettagliata la procedura per estrarre e applicare il valore di Ng sulle coordinate geografiche specifiche della struttura, eliminando ogni residuo delle vecchie tabelle statistiche su base regionale.
Fotovoltaico, colonnine di ricarica e infrastrutture critiche
La diffusione di impianti fotovoltaici e di colonnine di ricarica per veicoli elettrici trova spazio nella nuova Guida 81-29 con sezioni dedicate a due aspetti operativi.
Il primo riguarda l'effetto delle linee entranti, cioè il modo in cui i nuovi collegamenti elettrici trasferiscono il rischio di fulminazione dall'esterno verso l'interno dell'edificio.
Il secondo riguarda la protezione dei sistemi di controllo, con indicazioni pratiche per la scelta dei dispositivi SPD in funzione del livello di rischio calcolato, un tema che assume rilievo crescente per le installazioni di building automation e per gli impianti riconducibili all'industria 4.0, dove il numero di apparati sensibili interconnessi è significativamente più alto rispetto a un impianto elettrico tradizionale.
Una finestra di poco più di un anno per riposizionare l'offerta tecnica
Il periodo che separa la pubblicazione della terza edizione della norma dalla scadenza di marzo 2027 non va letto solo come termine di un adempimento, ma come un intervallo entro cui pianificare per tempo le verifiche, anziché rincorrere la scadenza negli ultimi mesi utili.
Per i progettisti e i tecnici competenti che seguono la sicurezza antincendio e la valutazione dei rischi, la combinazione tra nuova norma madre, nuovi criteri di calcolo di Ng e imminente pubblicazione della Guida CEI 81-29 rappresenta l'occasione per proporre ai propri clienti un aggiornamento strutturato del DVR, invece di un intervento tardivo dettato dall'urgenza. La stessa finestra temporale riguarda da vicino chi progetta o mantiene impianti fotovoltaici e infrastrutture di ricarica, per i quali la valutazione del rischio fulmini si intreccia sempre più spesso con la protezione dei sistemi elettronici e di controllo.
Vademecum operativo per progettisti e tecnici competenti
Fase di ricognizione.
Va verificata la data dell'ultima valutazione del rischio fulmini presente nel DVR e la sua conformità all'edizione 2013 della norma, individuando se la struttura rientra tra le condizioni che impongono un aggiornamento immediato: variazioni strutturali, impiantistiche, di destinazione d'uso, o un incremento significativo del valore di Ng rilevato dai dati SIRF.
Fase di aggiornamento della valutazione.
La valutazione va ri-eseguita secondo la procedura della CEI EN IEC 62305-2 nella sua terza edizione, utilizzando per il calcolo di Ng dati SIRF non più vecchi di cinque anni e mediati su un periodo di osservazione di almeno dieci anni, come previsto dalla CEI EN IEC 62858. Dove disponibile, conviene fare riferimento alla nuova Guida CEI 81-29 per l'applicazione dei parametri di perdita aggiornati e per la valutazione della convenienza economica dell'investimento in protezione.
Fase di intervento impiantistico.
Qualora la valutazione aggiornata evidenzi la necessità di un sistema di protezione, l'intervento va progettato distinguendo tra protezione esterna secondo la CEI EN IEC 62305-3 (parafulmini e sistemi di captazione) e protezione interna secondo la CEI EN IEC 62305-4, con particolare attenzione alla scelta degli SPD in presenza di impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica o sistemi di controllo interconnessi propri degli edifici intelligenti e delle infrastrutture critiche.
Fase di aggiornamento del DVR.
La nuova valutazione, corredata della documentazione tecnica relativa ai dati Ng utilizzati e agli eventuali interventi progettati, va recepita nel Documento di Valutazione dei Rischi entro il termine di marzo 2027, data oltre la quale le valutazioni condotte sulla base dell'edizione 2013 della norma perdono validità ai sensi degli articoli 17, 29 e 84 del D.Lgs. 81/08.
