MODULI FOTOVOLTAICI: NUOVA GUIDA CEI 82-25/2 | Comoli Ferrari
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MODULI FOTOVOLTAICI: NUOVA GUIDA CEI 82-25/2

23 ottobre 2026

 

Il settore fotovoltaico corre più veloce dei tempi tecnici della normazione.
A meno di due anni dalla pubblicazione della Parte 2 - "I moduli fotovoltaici" della Guida CEI 82-25 - il Comitato Tecnico 82 ha pubblicato nei giorni scorsi la nuova revisione, già disponibile sul sito del Comitato Elettrotecnico Italiano.
Non un ritocco di facciata: la revisione ridisegna requisiti e architettura del documento per stare al passo con caratteristiche fisiche, elettriche e costruttive dei moduli che, negli ultimi due anni, si sono spostate più in fretta della norma stessa.

Una Guida che cresce in fretta

La Guida CEI 82-25, "Guida alla progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di generazione fotovoltaica", è strutturata in sei parti:

- Generalità, Moduli fotovoltaici;
- BOS dell'impianto;
- Progettazione;
- Installazione;
- Monitoraggio;
- Manutenzione.

Le ultime tre restano in preparazione, ma le prime tre sono state aggiornate a ritmo serrato negli ultimi due anni.
La nuova Parte 2, in particolare, non tocca solo valori numerici e parametri prestazionali: ridisegna l'architettura del documento, il modo in cui organizza i requisiti prima ancora dei valori che quei requisiti fissano.

Il raccordo con la CEI 64-8

La Guida 82-25 dialoga costantemente con la CEI 64-8, la norma di riferimento per gli impianti elettrici di bassa tensione, in particolare con la sezione 712 dedicata ai sistemi fotovoltaici di alimentazione, già rinnovata dalla 9ª edizione della 64-8 in vigore da novembre 2024.
La nuova revisione della Guida 82-25/2 si muove nello stesso solco, un passo più avanti: recepisce orientamenti tecnici sui moduli che la normativa impiantistica generale non ha ancora del tutto formalizzato, aprendo la strada a un allineamento che troverà probabilmente posto nei prossimi aggiornamenti della 64-8.

Dai Bus Bar al Back Contact

L'interconnessione tra le celle ha subito un'evoluzione radicale, ed è uno dei fronti su cui la nuova guida interviene con più dettaglio.
Tradizionalmente, nastrini di rame ricoperti di lega saldante collegano i contatti serigrafati sul fronte di una cella con quelli sul retro della successiva, mentre i Bus Bar raccolgono la corrente trasmessa dai contatti trasversali più sottili, i finger. Dalle celle a 2 BB di un tempo si è passati a configurazioni a 3, 4 o 5 BB per abbattere le perdite resistive, fino alle tecnologie multi wire e alle celle bus bar free, che riducono ulteriormente l'oscuramento della superficie attiva sostituendo i bus bar con fili di rame più sottili.
Le celle Back Contact vanno oltre: eliminano del tutto l'ombreggiatura frontale posizionando i contatti positivi e negativi interamente sul retro, con architetture come IBC, EWT e MWT che sfruttano tecniche di interconnessione come l'edge stringing, il continuous stringing o lo shingling, la sovrapposizione parziale delle celle per ottimizzare il contatto elettrico.

Le tecnologie di cella: dal silicio cristallino al Tandem

Tra le celle in silicio cristallino, l'Al-BSF, la tecnologia storicamente più diffusa, è ormai superata e non più prodotta dai principali player internazionali.
Al suo posto si sono affermate le celle PERC, con uno strato di passivazione posteriore che recupera la luce non assorbita, e le varianti PERT e PERL, che con wafer di tipo n garantiscono coefficienti di temperatura migliori e minore degradazione. Più recente è la tecnologia HJT, che combina wafer di tipo n con sottili strati di silicio amorfo, offrendo un processo produttivo semplificato, un eccellente coefficiente di temperatura e un rapporto di bifaccialità superiore al 90-95% La tecnologia TOPCon, evoluzione naturale delle linee PERC, garantisce invece un incremento di efficienza di circa un punto percentuale in valore assoluto.

La frontiera restano le celle Tandem, che combinano la perovskite nello strato frontale con il silicio nella parte posteriore. Il record mondiale attuale, il 35,5% di efficienza, è stato raggiunto da LONGi e certificato da ESTI a luglio 2026; sul fronte italiano, la ricerca di ENEA e Università di Tor Vergata ha raggiunto il 31% con una cella tandem perovskite su silicio.

Oltre il silicio cristallino

La nuova Parte 2 guarda anche a tecnologie che escono dal perimetro del silicio cristallino: i moduli CdTe, a giunzione sottile di solfuro e tellururo di cadmio su vetro, con ottimi coefficienti di temperatura; il silicio amorfo su film plastici in PTFE, per moduli flessibili adatti a coperture curve e basso irraggiamento; le celle CIGS, a film sottile e alto coefficiente di assorbimento, su supporti flessibili o rigidi; i sistemi a concentrazione CPV e le soluzioni ibride FV più CPV, che usano lenti o specchi per concentrare la luce su celle microscopiche ad alta efficienza, riducendo l'impiego di materiale semiconduttore.

Targa, documentazione e omologazione

Sul fronte della conformità, la guida richiama gli standard di marcatura e documentazione della CEI EN 50380 e della EN IEC/IEEE 82079-1: ogni modulo deve riportare una targa non amovibile con dati del costruttore, tipologia, numero di serie, polarità dei terminali, tensione massima di sistema, classe di protezione e parametri elettrici a STC (potenza massima, corrente di corto circuito, tensione a circuito aperto).
Per i moduli bifacciali e flessibili si aggiungono i parametri a BNPI e il raggio minimo di curvatura, mentre la documentazione tecnica va fornita nella lingua del paese di installazione.

Il percorso di omologazione resta rigoroso: prove di tipo secondo la serie CEI EN IEC 61215 per le prestazioni meccaniche e ambientali, e secondo le CEI EN IEC 61730-1 e 61730-2 per la sicurezza elettrica ai sensi della Direttiva Bassa Tensione. Le varianti di progetto rispetto a un BOM già omologato si gestiscono con la specifica IEC TS 62915; le prove vanno condotte da laboratori accreditati secondo la ISO/IEC 17025, in Italia da Accredia.
Per condizioni operative più gravose restano disponibili prove supplementari mirate: la CEI EN IEC 61701 per la corrosione marina, la CEI EN 62716 per gli ambienti agricoli e zootecnici, la CEI EN IEC 62938 per il carico neve non uniforme sui moduli con cornice.

Un vantaggio per chi si aggiorna subito

La nuova Parte 2 della Guida CEI 82-25 non è più un'anticipazione da tenere d'occhio: è già il testo di riferimento con cui si misureranno i progetti.
Per progettisti e installatori significa poter impostare da subito scelte coerenti con i nuovi requisiti, invece di scoprirli con mesi di ritardo.

In un mercato dove le tecnologie di cella cambiano più in fretta delle edizioni della norma, arrivare preparati alla revisione appena pubblicata resta la differenza tra chi guida il cantiere e chi lo insegue.